Scimmiottare la fotografia

Predicare bene, razzolare male.
 
Sempre più spesso vediamo artist coach, di vario genere, vantarsi di acquistare opere non di emergenti ma di veri e propri principianti, ovvero che non hanno idea di cosa sia un portfolio, un lavoro professionale, come vendere e come presentare le opere. Ovvero non hanno la professionalità e solidità minima necessaria. 
 
Anzitutto sorgono dubbi sulla competenza paventata da questi coach (cosa che non riguarda investire in nuovi talenti, dato che un principiante non ha ancora un valore).
Allora, a chi giova questo atteggiamento?
Forse questi coach pensano che investire nelle stampe (anche meno o pressappoco, una sorta di Ikea evoluta, citando Luca Rossi) di queste persone vuol dire accaparrarsi un futuro cliente. La domanda sul pressappochismo rimane e intanto questa enorme zona grigia viene coltivata a suon di buone intenzioni e pratiche sventolate sui social. 
Meditate su chi vi affidate per diventare autori. Perché se questi coach esperti di arte e del mestiere facessero bene il loro lavoro di coltivatori di talenti, collezionerebbero autori veri, emergenti o meno e non principianti (e ancora incompetenti). 
Ovviamente: vendere e acquistare va benissimo ma vendere e acquistare arte e fotografia è un’altra cosa. Faccio un esempio: un mio amico matrimonialista durante una cerimonia in chiesa si trova in mezzo un fotoamatore. Talmente in mezzo che era diventato fastidioso, per il mio collega, perché gli impediva di lavorare. Allora va dal fotoamatore e gli chiede di allontanarsi perché gli dà fastidio. Il fotoamatore si impunta e il mio collega gli risponde chiedendogli che lavoro facesse. Il fotoamatore gli risponde che nella vita fa meccanico: ‘allora lunedì vengo in officina e vengo a divertirmi con le tue macchine’, risponde il mio amico. Il fotoamatore ha un lampo, gli si legge in faccia, prende e con tante scuse si allontana.
 
Vendere fotografie, vendere stampe, ‘a cavolo’ va bene, e va fatto. Ma non va confuso con la vendita professionale. Potete aver venduto quanto vi pare ma senza un lavoro solido dietro, senza la documentazione e il percorso che validano quelle stampe, avrete solo venduto carta igenica. Di voi rimarranno stampe di cui nessuno saprà nulla, chi vi compra rimarrà ingenuo come prima, e si ritroverà non con qualcosa di valore, che ne acquista nel tempo, ma con fotografie al pari di quelle trovate in serie nei grandi magazzini. 
Ecco uno dei divari tra il mondo del collezionismo ‘vero, ufficiale’ e il sottobosco: ‘chi si approccia all’acquisto non ne sa nulla, chi vende non ne sa nulla’ e nessuno è di servizio agli altri perché si rimane ingenui e creduloni in merito all’aver collezionato-venduto qualcosa. I fotografi per esistere hanno bisogno di crearsi un mercato che esuli anche da quello mainstream ma per farlo devono comportarsi con le stesse skills dei fotografi che vendono nel mercato mainstream. Altrimenti si vende carta straccia e quel collezionismo non si ‘educa’ si sfrutta. Una forma di ingenuità che crea rumore e si confonde col lavoro serio. 
Domanda: su chi investire per aggiustare le tubature: su un idraulico o su uno che costruisce tubature con le costruzioni per bambini?
 
Lo ripetiamo: non è lusingando le persone col titolo di artista e scimmiottando l’acquisto di presunte opere che si è di servizio al prossimo. Detestiamo questo prendersi gioco delle persone facendo leva sul loro ego ed elargendo consigli e buone pratiche di vita, per prima cosa, e autoriali poi. Non si è di servizio, così. Si fa disinformazione per riempirsi le tasche andando ancora di più a confondere il sistema che è già confuso di per sé. Questo per i formatori è un dovere etico e sociale: essere onesti. Non pensate che chi investe in coach e tutor alla lunga sia proprio ingenuo. Questi ci saranno sempre ma vediamo altrettanto sempre più persone che si accorgono di chi è un tutor onesto e genuino, che segue la sua vocazione e di chi fa il tutor solo per gonfiarsi il portafoglio, vendendo fumo vestito di qualche contenuto che si trova sui manuali o in giro per la rete. 
Valeria Pierini, gennaio 2026.
 
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