
Esiste un modo per fare editoria, sostenibile, circolare e umano.
Gli autori che lavorano con noi anzitutto realizzano un percorso evolutivo e creativo dove il libro non è lo scopo primario, fonte di agognata dopamina e presunta legittimazione, ma l’ultimo passo di un processo di consapevolezza e indipendenza: autoriale ed economica.
Noi non ci facciamo pagare per pubblicare i libri degli autori:
instauriamo una collaborazione orizzontale con questi.
Ogni autore è responsabile dei costi di produzione e dei guadagni dalle vendite dei propri libri. Noi ci facciamo pagare solo il percorso di consulenza: tutoring durante la realizzazione o finalizzazione del progetto, editing, book design, con una fondamentale attenzione agli aspetti economici e promozionali che l’autore deve conoscere per affacciarsi al mondo fotografico col proprio libro.
Non promettiamo celebrità ma conoscenza e consapevolezza, offrendo strumenti di lavoro che ogni autore potrà usare in futuro, anche in autonomia. Il successo non è solo i like o la mondanità ma vivere del e col proprio lavoro potendosi guardare allo specchio, creando relazioni di lavoro solide e genuine, potendo sostenere economicamente il proprio lavoro, non svenandosi per una legittimazione effimera che gonfia solo le tasche degli editori. Se l’ editore va in giro coi libri (che gli autori gli hanno pagato) e gli autori restano a casa con le loro copie invendute a contare i soldi che non hanno, è stata realizzata un’operazione economicamente inefficiente (i soldi sono sul tavolo) e soprattutto non indipendente (diy). Non si è indipendenti se si deve dipendere da qualcuno e lo si paga, per essergli dipendenti!
Noi lavoriamo ragionando sul posizionamento dell’autore e sulla tiratura migliore per la fase del suo percorso artistico che rappresenta. C’è chi si affaccia, debutta nel mondo, col primo libro (o fanzine), chi ha già un percorso, o chi desidera solo dare alla luce il frutto della sua creatività. Tutte tipologie di lavoro sacrosante e diverse che richiedono un lavoro sartoriale. Dal taglio più o meno artigianale della pubblicazione, alle tirature, alla promozione quando non anche ad eventuali forme di finanziamento (crowdfunding) totalmente slegate dalle piattaforme, dove l’autore mostra al suo pubblico di sostenitori (che ha già o che sceglierà insieme a noi come andare a formarsi) il proprio lavoro, operando una doppia forma divulgativa: del suo lavoro e della fotografia e dove le persone conoscono ciò che vanno a finanziare. Tutte queste sono skills che gli autori che lavorano con noi maturano e sviluppano e dalle quali noi non ricaviamo nulla. Non facciamo gli editori coi crowdfunding, essere editori vuol dire trovare le risorse per esserlo. Aiutare gli autori a lavorare in autonomia è offrire un servizio di formazione, innanzi tutto. Il cerchio dell’indipendenza si chiude quando gli autori hanno la postura adeguata per lavorare in indipendenza, nel loro immediato futuro. Che implica anche scegliere come non farsi sfruttare.
In un mondo fotografico inaccessibile ed elitario più di ciò che sembri, fornire ai fotografi gli strumenti per pensarsi autori e agire in modo consapevole e professionale è un atto di onestà ed etica dal quale non ci sentiamo di esimerci.
Questo è quello che il nostro team, formato anzitutto da fotografie artisti, può e vuole offrire. Perché siamo in primo luogo noi autori e rispettiamo anzitutto il nostro lavoro primario che è essere fotografi.
Non fare a gli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te è il motto col quale Incontri di fotografia nasce e si tramanda nel mondo e a questo ci atteniamo.
Qui un approfondimento sul nostro team.
Esercizi di libertà, il nostro corso on demand sull’essere autori autonomi e professionali.
Pensare libri, il nostro corso di classe o one to one, dedicato all’editoria e alla progettualità editoriale.
