Fotografia, letteratura e immaginazione

(Appunti sul corso ‘Literature & photography’, 2020.)

L’ultima lezione del corso analizziamo le foto di Edward Burtinsky. Cosa c’entra il suo lavoro sull’Antropocene e la sua fotografia di paesaggio, a tratti di stampo pittorialista, con un corso simile? Perché guardare foto che sembrano opere di pittura astratta e perché fare lavori documentari attraverso questo tipo di fotografia? Che senso ha?
E’ presto detto, in quest’ultima lezione ci salutiamo parlando del potere dell’immaginazione e del suo uso necessario in questo momento storico di collassso degli ecosistemi, anche dei saperi.
E cosa facciamo, in questo corso, se non parlare di come attraverso l’immaginazione, artisti delle epoche più disparate, abbiano inventato, spiegato, e colonizzato mondi, reali e del pensiero?
E in questo momento in cui sembriamo piuttosto impegnati a immaginare come distruggere il pianeta, i suoi ecosistemi e i suoi
saperi, secondo noi, l’immaginazione serve a questo, a invertire questa tendenza, non prima di esserne diventati consapevoli.
E il primo passo è condividere la conoscenza, convinti che la fotografia sia un grandissimo strumento antropologico, un discorso ‘dell’uomo sull’uomo, anche quella d’arte.

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